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Ecografia con mezzo di contrasto

Nei primi anni 2000 è nata l’ecografia con mezzo di contrasto. La sua applicazione è stata possibile grazie alla disponibilità di microbolle di gas inerte delle dimensioni di pochi micron, da iniettare nel circolo vascolare per via venosa, e in grado di essere visualizzate con apparecchiature ecografiche dotate di specifico software. In considerazione delle dimensioni similari ai globuli rossi e della proprietà di rimanere all’interno dei vasi, le microbolle consentono indirettamente la visualizzazione del vasi e del microcircolo tessutale, superando i limiti delle metodiche Doppler. La possibilità di seguire in tempo reale con l’ecografia il transito delle microbolle all’interno dei tessuti e di eventuali noduli consente una valutazione qualitativa e quantitativa della dinamica contrastografica, permettendo la caratterizzazione tessutale. L’ecografia con mezzo di contrasto è particolarmente indicata per lo studio dei noduli epatici, renali e pancreatici. Il suo costo relativamente basso, associato a un’accuratezza del 90% nel differenziare lesioni benigne da quelle maligne, la pongono in concorrenza con TC e RM.