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Ecografia multiparametrica

La diagnostica con ultrasuoni si è trasformata da modalità di tipo esclusivamente qualitativo in modalità che fornisce informazioni semi-quantitative e quantitative che ne aumentano la riproducibilità e limitano la variabilità inter-operatore.
Queste informazioni aggiuntive sono ottenute integrando l'ecografia basale con le metodiche Doppler e con l'elastografia qualitativa e quantitativa. Il color Doppler visualizza infatti il flusso nei vasi e permette di misurare in modo preciso, mediante l’analisi dello spettro Doppler, l’esatta velocità del globuli rossi per identificare turbolenze correlate a stenosi o ostruzioni dei vasi. L'elastografia nelle due varianti qualitativa (SE) e quantitativa (2D-SWE) consente misure numeriche della rigidità tessutale. In alcuni organi, quali ad esempio mammella e prostata, le due tecniche sono complementari offrendo, la prima, una maggior sensibilità e, la seconda, una maggior specificità nel riscontro delle patologie. In altre applicazioni, come nelle epatopatie, la 2D-SWE ha un ruolo primario nel rilevare la fibrosi o la cirrosi.
Oggi la diagnosi di patologie complesse si raggiunge grazie all’integrazione di diverse informazioni soggettive e di dati numerici oggettivi, cioè grazie all’analisi multiparametrica, ottenuta grazie ad apparecchiature ecografiche di alto livello, dotate delle più avanzate soluzioni tecnologiche, che si trovano generalmente in Centri di eccellenza.