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TC Low-Dose

La Tomografia Computerizzata ha rappresentano una rivoluzione nella diagnostica radiologica in quanto permette la diagnosi di malattie in passato non studiabili e pertanto spesso non curabili adeguatamente.
Il problema della dose di radiazioni X somministrata con le apparecchiature TC ha tuttavia condizionato lo sviluppo della metodica ed ha spinto le case produttrici a costruire apparecchiature dotate di più strati, capaci di modulare l’utilizzo della dose in molti modi.
Un ampio studio sulla modalità di irraggiamento della popolazione ha comunque dimostrato che circa l’80% dei pazienti riceve una dose annua <3 mSv (corrispondente alla dose naturale); ha per altro evidenziato che circa il 30% della dose annua deriva da due sole prestazioni: la TC dell’addome e la TC della pelvi. Questi dati sono interessanti in quanto focalizzano la dimensione del problema.

L’insieme delle prime soluzioni tecnologiche proposte per limitare la dose consentiva una riduzione di circa il 30%, utile, ma non sufficiente. Solo la recente evoluzione dei processori ha reso possibile una netta riduzione della dose basata su nuovi algoritmi di ricostruzione.
La modalità di ricostruzione delle immagini in TC ha utilizzato sin dalle origini della metodica degli algoritmi matematici di approssimazione (retroproiezione filtrata); questo approccio si era reso necessario per ottenere dei tempi di ricostruzione clinicamente fruibili.
Negli ultimi tempi tuttavia le case produttrici di TC hanno reso disponibili sulle apparecchiature più performanti degli algoritmi di ricostruzione iterativi che richiedono notevoli capacità di calcolo, ma offrono grandi benefici. Tali algoritmi permettono un’elevata risoluzione spaziale e di contrasto, molto superiore a quella a cui si era abituati, utilizzando dosi radianti del 70-75% inferiori a quelle correntemente necessarie per ottenere la medesima qualità di immagine. Ciò ha permesso di creare dei protocolli di esame conosciuti come Low Dose e Ultra-Low Dose che minimizzano l’esposizione dei pazienti alle radiazioni X.

La gestione della dose deve anche fare i conti con altri fattori, ad esempio, le dimensioni del paziente: è bene sottolineare che se i pazienti con BMI >28–30 vengono sottoposti a TC la dose deve essere aumentata. L’età dei pazienti è un altro fattore nella valutazione dei rischi radiologici associati alle procedure. Uomini >50 anni e donne >60 anni presentano rischio di effetti stocastici dovuto all’esposizione a radiazioni di gran lunga inferiore rispetto a pazienti giovani per i quali deve essere invece posta maggior attenzione.

 

 

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