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APPARECCHIATURA

Le apparecchiature per ecografia con mezzo di contrasto non si discostano di per sé dai restanti ecografi, ma devono possedere specifici requisiti hardware e software che permettano di utilizzare l’imaging armonico a specifiche frequenze e a basso indice meccanico in modo da sfruttare le proprietà acustiche dei mezzi di contrasto.
La possibilità di eseguire l’ecografia con mezzo di contrasto dipende infatti da due fattori fondamentali:

a) la disponibilità di software per imaging armonico a bassa pressione acustica, che consente di generare immagini in tempo reale senza distruggere le microbolle costituenti il mezzo di contrasto

b) la disponibilità di mezzi di contrasto di seconda generazione, costituiti da microbolle di gas inerte delle dimensioni di pochi micron da iniettare nel circolo vascolare per via venosa. Queste microbolle quando vengono insonate a bassa pressione acustica entrano in risonanza producendo segnali eco intensi che possono essere elaborati per costruire un’immagine che rappresenta la distribuzione intravasale delle microbolle di eco-contrasto. In considerazione delle ridotte dimensioni le microbolle emulano infatti i globuli rossi e visualizzano indirettamente il microcircolo tessutale.

La possibilità di studiare in tempo reale e in modo continuo il transito delle microbolle consente la valutazione qualitativa e quantitativa della dinamica contrastografica dei tessuti.

L’ecografia con mezzo di contrasto è principalmente utilizzata per la diagnosi differenziale tra le lesioni epatiche. I vari tipi di lesioni focali epatiche presentano specifici modelli circolatori che possono essere visualizzati dinamicamente grazie all’eco-contrasto. Ciò aiuta nella caratterizzazione delle lesioni e in molti casi consente la diagnosi definitiva.