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APPARECCHIATURA

L’Elastografia è basata su ultrasuoni come l’ecografia. A differenza dell’ecografia, che analizza le proprietà acustiche dei tessuti, l’Elastografia valuta le proprietà visco-elastiche, ovvero la capacità dei tessuti di subire una deformazione quando sottoposti a stress pressorio e di tornare successivamente alla forma originale.
I movimenti dei tessuti possono essere indotti da sorgenti endogene intracorporee (quali i battiti cardiaci o la pulsazione dei vasi) oppure da sorgenti esterne.
Esistono perciò diversi metodi elastografici; tutti utilizzano comunque gli ultrasuoni per misurare lo spostamento del tessuto e tutti mirano a visualizzare per contrasto su un’immagine, oppure a quantificare, il modulo di elasticità tangenziale dei tessuti.
Alcuni calcolano e visualizzano un’immagine della deformazione lungo l’asse longitudinale (Elastografia Strain), altri calcolano e visualizzano un'immagine della velocità di un’onda tangenziale (shear wave) che si muove lungo l’asse trasversale (Elastografia Shear Wave), come le onde che si generano sulla superficie dell’acqua quando vi si getta un sasso.
L’Elastografia Shear Wave da origine a un’immagine quantitativa ed è l'unica che richiede una forza dinamica per essere generata.
La misurazione della velocità della shear wave può avvenire in un unico punto (Elastografia Shear Wave point: pSWE) oppure su un’intera area (Elastografia Shear Wave bidimensionale: 2D-SWE).

L’Elastografia Shear Wave 2D, tecnologicamente più complessa delle altre, analizza il modulo elastico di un’area di tessuto misurando la velocità di propagazione di onde a trasmissione trasversale (shear wave) create utilizzando la forza pressoria indotta da un fascio di ultrasuoni che si muove a velocità supersonica. La misura della velocità di propagazione è possibile utilizzando una sequenza di imaging ultraveloce ottenuta grazie ad un’apparecchiatura ecografica tecnologicamente avanzata, basata sulla rivoluzionaria tecnologia di Ultrafast Imaging che genera un numero di immagini al secondo centinaia di volte superiore alle apparecchiature convenzionali.
Le velocità delle shear wave misurate nell’area in esame vengono convertite in una mappa bidimensionale a colori sovrapposta all’immagine ecografica in bianco e nero del tessuto in esame. Le informazioni contenute nella mappa sono correlate al modulo elastico del tessuto e forniscono pertanto una valutazione quantitativa dell’elasticità di ogni punto della mappa esprimendola in KiloPascal.

Grazie a queste potenzialità l’Elastografia Shear Wave 2D sta trovando sempre più consenso in ambito clinico in quanto può fornire informazioni diagnostiche di rilevante importanza che integrano i riscontri ecografici. Tutto questo si ottiene in modo non invasivo e senza alcun disagio per il Paziente.