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APPARECCHIATURA

La Risonanza Magnetica (RM) è una tecnica di indagine sulla materia utilizzata in campo medico per la sua capacità di fornire informazioni particolarmente utili dal punto di vista diagnostico.

Le apparecchiature per Risonanza Magnetica sono di vario tipo:

  • Basso campo (0,2-0,4 Tesla) - in genere dedicate esclusivamente allo studio delle articolazioni ed eventualmente della colonna vertebrale, pur con limitazioni nella qualità delle immagini.
  • Alto campo (1-1,5-3 Tesla) – le apparecchiature da 1,5 T sono le più diffuse; hanno prestazioni elevate grazie alla maggior intensità del campo magnetico ed offrono immagini di qualità ottimale in qualunque distretto anatomico. Le apparecchiature da 3 T molto performanti vengono utilizzate prevalentemente in Centri di Ricerca per indagini sofisticate.

 

La maggior parte delle apparecchiature ad alto campo installate nel mondo sono “di tipo chiuso” ed hanno forma cilindrica in quanto l’uniformità del campo magnetico viene meglio garantita dalla conformazione ad anello del magnete. I magneti più recenti, corti e con foro centrale adeguatamente ampio, hanno ridotto considerevolmente i problemi di claustrofobia generati dalle apparecchiature delle precedenti generazioni.
Esistono apparecchiature RM aperte sui lati (risonanza aperta) che vengono utilizzate per esaminare Pazienti claustrofobici o particolarmente obesi. Pur fornendo immagini di buon livello in molti tipi di esami, non garantiscono la qualità necessaria per applicazioni che richiedono dettagli anatomici elevati.
L’apparecchiatura per RM ad alto campo ed a magnete corto installato presso il Centro Medico SME ha la forma di un ampio cilindro che si apre a cono alle due estremità: la parte cilindrica dell’apparecchiatura ha lunghezza di soli 60 cm. Questa tipologia di apparecchiature consente l’esecuzione di tutti i tipi di esami fornendo immagini di elevata qualità.
Indipendentemente dalla tipologia le apparecchiature RM sono sempre costituite da un magnete e da una serie di bobine, alcune delle quali collocate all’interno della macchina ed altre poste intorno alla parte del corpo da esaminare. Queste bobine emettono e ricevono delle onde radio che vengono utilizzate per generare i segnali che un computer processa per generare le immagini. Ogni immagine corrisponde a una sottile sezione di tessuto corporeo. Le immagini possono essere acquisite sui tre piani spaziali e vengono interpretate dai Medici Radiologi.
Il principio di funzionamento della Risonanza Magnetica è estremamente complesso e risulta pienamente comprensibile soltanto a chi conosce le teorie fisiche alla base della meccanica quantistica. E’ infatti basata sulla misura della precessione dello spin dei protoni degli atomi di idrogeno quando sono sottoposti ad un campo magnetico. Tale elemento è stato scelto sia per le sue proprietà fisiche, sia per la sua abbondanza all'interno dell'organismo umano. Semplificando il concetto possiamo paragonare i nuclei degli atomici a dei piccoli magneti. In presenza di un campo magnetico esterno, come quello generato dal magnete dell’apparecchiatura RM, queste minuscole particelle tendono a disporsi lungo una direzione preferenziale. Se in questa fase le particelle vengono eccitate con delle onde radio i nuclei subiscono delle temporanee variazioni di posizione. Mentre ritornano al precedente stato di equilibrio gli atomi emettono dei segnali di radiofrequenza che vengono captati dalle bobine che li trasmettono al computer per la successiva elaborazione. Dato che la concentrazione delle molecole di acqua e quindi degli atomi di idrogeno varia nei vari tipi di tessuto e che non tutti i nuclei atomici impiegano lo stesso tempo a ritornare nella posizione iniziale, l’apparecchiatura RM, analizzando la distribuzione e il tempo che impiegano per tornare allo stato di equilibrio è in grado di definire una mappa delle strutture anatomiche esaminate.